Il campo di Laterina

le marce forzate dei prigionieri alleati

A metà giugno del 1944 si sta avvicinando la linea del fronte, i tedeschi decidono di sgombrare il campo e portare via tutti i prigionieri, con un’ultima marcia verso la stazione di Montevarchi. Alcuni prigionieri al momento della partenza riescono a nascondersi nel campo, ma coloro che vengono trovati sono fucilati. Durante la marcia si verificano altri tentativi di fuga; molti prigionieri assistono a scene di violenze e di brutali esecuzioni dei loro compagni sorpresi a fuggire. Ma è quando la colonna di prigionieri attraversa Levane che c’è una serie di tentativi di evasione per le vie laterali del paese; gli evasi vengono inseguiti e uccisi anche dentro le abitazioni in cui cercano di nascondersi. I ricordi di persone del luogo parlano di una notte in cui ci furono morti e feriti tra i civili; gli abitanti di Levane, spaventati, fuggirono pensando a un rastrellamento.

Arrivati alla stazione di Montevarchi i prigionieri la mattina seguente sono costretti a ritornare al campo di Laterina perché il treno su cui dovevano salire è deragliato. Il giorno dopo dovettero ripetere la marcia verso Montevarchi. Alla fine della guerra le autorità alleate effettuarono tutte quelle ricerche necessarie per identificare i militari alleati uccisi dai tedeschi a Levane durante le marce forzate.

 

Anche alcuni documenti rintracciati nell’archivio comunale di Laterina confermano le violenze e le uccisioni di prigionieri durante le marce di trasferimento; in particolare in un appunto si dà notizia di un certo Dino Segoni di 36 anni ucciso dai tedeschi a Levane la sera del 17 giugno 1944 e di sei prigionieri inglesi uccisi la mattina seguente, il 18 giugno 1944.

In un documento dell’Archivio della prepositura di Laterina il preposto del tempo don Ottavio Tinti narra che i prigionieri "partirono a metà giugno. Nella partenza, alla distanza di pochi chilometri di qui, vi furono tentativi di evasione da parte di alcuni. Rimasero uccisi otto inglesi che io stesso seppellii in questo cimitero. Altri ebbero migliore sorte e poterono salvarsi fino all’arrivo degli alleati. E [… siccome] si parlava della loro prossima partenza mi adoperai per sapere il luogo ove sarebbero stati trasferiti e venni a sapere che erano destinati ad andare direttamente in Germania, dove sarebbe avvenuto lo smistamento a seconda della nazionalità".

 

Documento reperito nell’Archivio del Comune di Laterina che conferma l’uccisione a Levane di sei prigionieri inglesi.

Testimonianza di un ex prigioniero di guerra sudafricano, trasferito a Laterina a metà aprile del 1944, utilizzata da Enzo Droandi in Una tragedia ignorata: "the forced march" Laterina, Levane, Montevarchi, in Ivo Biagianti (a cura di), Al di là del filo spinato. Prigionieri di guerra e profughi a Laterina (1940-1960), Centro Editoriale Toscano, Firenze, 2000.


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